Non guardarmi non ti sento. La comunicazione tra uomo e cane: i segnali calmanti

Non guardarmi non ti sento. La comunicazione tra uomo e cane: i segnali calmanti

Non guardarmi non ti sento. La comunicazione tra uomo e cane: i segnali calmanti

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Ogni specie ha il proprio linguaggio più o meno articolato e complesso per comunicare tra gli individui che la compongono, secondo il grado di socialità raggiunto. Il cane è un animale che solitamente vive in un gruppo sociale e come spesso accade i soggetti che vivono all’interno di uno stesso gruppo o che vengono a contatto con soggetti appartenenti ad altri gruppi possono andare incontro a situazioni di conflitto o a scontri. Questo capita anche a noi: pensate ai numerosissimi battibecchi a cui assistiamo o prendiamo parte quotidianamente tra e con i nostri familiari, oppure ai confronti, più o meno educati, che abbiamo con persone estranee ad esempio in coda alle poste, sull’autobus, alla guida della nostra auto e così via.
Il cane per assicurare la costante funzionalità del branco, l’intesa fra i membri e la sopravvivenza del branco stesso ha sviluppato l’uso di un linguaggio fatto di segnali precisi e inequivocabili, un linguaggio tanto sofisticato e sottile da rivelarsi capace di garantire all’intera comunità l’equilibrio dei ruoli gerarchici e sociali e la mutua cooperazione. Questi segnali, furono studiati per la prima volta nei cani da Turid Rugaas fondatrice e direttrice del Centro di Educazione Cinofila “Hagan Hundeskole” nei pressi di Oslo, che da oltre trenta anni studia il comportamento del cane. Turid Rugaas li denominò ”Calming Signals” (segnali calmanti) proprio perché utilizzati dal cane per calmare se stessi e gli altri comunicando loro in modo inequivocabile le proprie intenzioni pacifiche. Sono messaggi caratterizzati da espressioni del viso, da posture, atteggiamenti e movimenti nello spazio, il cui scopo è quello di prevenire l’accadere di eventi poco piacevoli, evitare le minacce da parte di uomini e altri cani, indurre l’interlocutore a sentirsi più sicuro, a trasmettere la propria buona volontà, apparire disponibile, placare il nervosismo, la paura, lo schiamazzo e situazioni spiacevoli in generale ed infine sono usati anche per calmare essi stessi quando si sentono stressati o a disagio.

È vero che questi segnali li vediamo emettere quando osserviamo i nostri amici a quattro zampe al parco con gli altri cani, ma sono anche gli stessi che i nostri cani utilizzano per comunicare con noi e che noi, in parte, possiamo utilizzare per comunicare con loro.

I segnali di calma hanno dunque un doppio significato:

• Possono essere una richiesta di tolleranza, di calma, di amicizia

• Possono essere un segnale indicativo di disagio e di stress.

Sicchè, quando un cane emette questo tipo di segnali, può voler dire “ti sono amico” oppure “sono a disagio, ho paura non fare così” o ancora “sto per arrabbiarmi, ma se la finiamo qui preferisco, calmati”. Spesso sono usati dagli adulti per calmare l’eccessiva irruenza dei cuccioli. Altre volte i cani li inseriscono in rituali minacciosi per non arrivare al combattimento. Purtroppo i cani perdono in fretta l’abilità nell’uso dei segnali di calma perché non ne hanno un feedback dalla famiglia con cui vivono, che non li conosce e non ne favorisce l’utilizzo. La conseguenza di questo è che i cani provocano spesso risse nei parchi semplicemente perché non li emettono. Conoscere i segnali di calma ci permette di intenderci meglio col nostro cane. Per iniziare è sufficiente riconoscerli ed agire di conseguenza. Insegneremo così al nostro cane ad utilizzarli sempre più spesso, (mi raccomando usate quelli che all’uomo vengono più naturali) esattamente come farebbe se vivesse in un branco. Si sentirà capito di più, meglio integrato nel nostro “branco-famiglia” e si stresserà meno perché non confuso da una comunicazione che non funziona.
I segnali calmanti, a oggi classificati, sono circa una trentina, alcuni sono molto palesi altri quasi impercettibili e per poterli vedere occorre molto allenamento, tempestività e naturalmente concentrazione sul cane. Di seguito riporto quelli che i cani usano più comunemente.

segnali-calmanti

Il sorriso

Il sorriso

Occhi socchiusi

Occhi socchiusi

Leccarsi il naso

Leccarsi il naso

Sbadigliare

Sbadigliare

Grattarsi

Grattarsi

Annusare

Annusare

Curvare

Curvare

Giocare

Giocare

Splitting

Splitting

Girare la testa
Girare la testa

Questi sono solo alcuni dei segnali calmanti, vi invito ad approfondire l’argomento leggendo il libro di Turid Rugaas “L’ntesa con il cane: i segnali calmanti” casa editrice Haqihana e curiosando su Internet e Youtube. Impariamo  a riconoscere i segnali calmanti emessi dai cani  osservandoli quando li incontriamo durante le nostre passeggiate, in città, nei parchi, etc. Ma sopratutto osserviamo quali sono i segnali calmanti che emette il nostro amico a quattro zampe e ricordandoci di valutare sempre il contesto per poterne interpretare il reale significato.

Di fronte ad un segnale calmante, l’altro cane o uomo dovrebbe:

• Replicare (di solito con un altro segnale calmante);
• Tranquillizzarsi;
• A
llontanare la causa del disagio

Oltre ad osservare quando il nostro cane li usa, è anche una lezione interessante che possiamo imparare da lui: tante volte è molto meglio darsi una bella calmata invece di buttare tempo ed energie in liti senza senso.

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